



DIK
O SUKARIMOS - GUARDA
LA BELLEZZA
A cura di Associazione Nocetum e Liberamente Europa
sas.
Drammaturgia danzata con la regia di Paola Banone e
assistente per le coreografie rom Argentina Teodorescu.
Musica dal vivo a cura di Marta Pistocchi, Titel
Angiel, Miguel Lungu Dumitr, Udil Lungu, Eduard Jon.
Questa sera vedrete il prodotto di un laboratorio
di teatro-danza partito con una scommessa: riusciremo a raccontare danzando la
bellezza della cultura rom?
E’ un lavoro iniziato all’interno del Progetto ViviNosedo (in collaborazione con
Cooperativa La Strada e Fondazione Cariplo) e sta avendo il sostegno anche del progetto Europeo
Interreg III – I vicini d’Europa. Il
laboratorio si avvale dell’approccio metodologico del gruppo Vi.d.A (Ass. Cult.
Viaggiatori dell’Anima) che, partendo dal corpo, utilizza i diversi linguaggi
delle arti sceniche al fine di permettere la libera espressione delle persone.
Si tratta di un lavoro in fieri. Il desiderio è
stato quello di costruire una drammaturgia intorno a un ciclo di vita rom,
nascita, innamoramento, matrimonio, scene di vita quotidiana, momenti di festa,
funerale. Dopo sei mesi il lavoro ha cominciato a decollare grazie
all’inserimento, in qualità di aiuto coreografa di Argentina, una donna rom del
campo di via S. Dionigi, la quale si sta formando per diventare mediatrice
culturale.
Ciò che il laboratorio ha prodotto e verrà mostrato
stasera è una performance di 10 minuti di un matrimonio rom, danzato da dieci
adolescenti che frequentano la vicina Scuola Media Alvaro.
Frammenti di ricordi raccolti dalla viva voce di
donne rom del campo di via S. Dionigi:
“Ricordi di gioventù”
Mi
ricordo di un bellissimo posto: Kotiana, dove c’era un’erba bellissima, verde,
morbida. Era autunno, e in questa stagione le romi lavorano molto, Sergio
faceva le pentole di rame, i paioli e i falcetti. Si faceva il giro delle
cittadine con un carrozzone coperto con fogli di cartone e plastica, tirato da
due cavalli. In carrozza si dormiva se pioveva, altrimenti si stava fuori
sull’erba, se c’era bel tempo.
Argentina
“Il giorno del matrimonio”
La sposa
viene vestita dalla suocera e dalle altre donne. Si esce poi di casa dove ci
sono gli uomini e tutti i parenti che aspettano. Tutti insieme in cerchio si fa
una danza. Si torna poi alla casa della sposa mentre la madrina si reca a casa
dello sposo con il vestito bianco per vestirlo a sua volta. Su di un tavolo si
prepara uno specchio e dei fiori e qui il padrino fa la barba allo sposo. Poi
lo sposo chiama un ragazzo non sposato, quello che lui vuole e lo fa sedere
sulla stessa sedia e questo vale come augurio che l’anno dopo si sposerà.
Silvana
“Una fuga d’amore”
Mia
sorella piangeva, non voleva lasciarmi e mi diceva: la mamma mi ammazza se
torno senza di te. Io le ho raccontato una bugia l’ho fatta salire sul treno,
sono salita anche io rimanendo sulle scalette del treno, e quando ha cominciato a mettersi in moto
sono saltata giù e il mio fidanzato mi teneva per il braccio perché non
cambiassi idea.
Ivantia
Liberamente Europa sas
ringrazia per la preziosa collaborazione gli operatori del progetto ViviNosedo
Irma Bertocco e Francesca Rigamondi